Costume
Goodbye Alì…
Sei stato grande, sei stato nobile, sei stato leale sul ring e fuori.
E quando è venuto il momento di scegliere tra i tuoi ideali e le tue convenienze non hai avuto esitazione a scegliere i primi. Per poi tornare, più grande e forte di prima quando nessuno scommetteva nulla su di te. Mi ricordo bambino vedere i tuo incontri con mio padre sulla TV in bianco e nero, ricordo la tua forza straordinaria, il tuo coraggio e il tuo cuore generoso. Rivedendo il film a te dedicato con mio figlio mi è venuto facile indicarti come esempio.
Oggi il mondo piange un uomo che ha reso vera la parola “campione”. Goodbye Alì…
Avvelenatori/trici di pozzi che portano sfiga
Puntuali come il dolore dei calli quando cambia il tempo ad ogni campagna elettorale fanno la loro comparsa gli avvelenatori e le avvelenatrici di pozzi. Sempre gli stessi e le stesse, con gli stessi metodi cominciano a lavorare per propagare maldicenze, cattiverie e vere e proprie calunnie su chi ritengono il loro nemico politico. Per loro tutto si riduce a pettegolezzo lubrico, a fantasia da spogliatoio, a barzelletta da trivio o da caserma. Privi di argomenti politici o di semplice buon senso preferiscono percorrere la strada della maligna insinuazione pensando di poter far dimenticare la propria storia e i danni prodotti agli altri ed anche a se stessi. Li conoscono tutti e tutti li scansano, non fosse altro per la ragione che, a coloro ai quali si avvicinano, con statistica certezza, fanno perdere le elezioni.
Il diritto all’amore
Cominciò tre secoli fa il cammino lungo e faticoso dei diritti e della tolleranza. Gli illuministi (e prima ancora gli esponenti della rivoluzione scientifica del ’600) raccolsero i resti e le rovine lasciate da quasi duecento anni di persecuzioni e guerre di religione e dissero: adesso basta !!! L’uomo ha diritto ad adorare Dio come vuole, pensarla come vuole e a comportarsi di conseguenza, purché rispetti la legge, la legge che nasce dal diritto naturale e dalla volontà dei popoli. Ci sono volute rivoluzioni, guerre e tanta violenza ma la libertà è oggi un valore riconosciuto. Solo pochi osano negarlo: i nostalgici di un mondo perduto che vedono nella riedizione di un Islam medievale la possibilità di trovare un senso alla loro esistenza e resistenza ad un modo occidentale che comunque li ha già ingoiati. O i loro omologhi occidentali che, con diverse gradazioni pensano alla riedizione di improbabili crociate ed all’innalzamento di nuovi muri. Entrambi sono destinati alla sconfitta perché credono di bloccare un presente ed un futuro che è già dentro di loro. Chi oggi in Italia crede che sia possibile bloccare il riconoscimento del diritto all’amore assomiglia a quel folle che credeva di potere riportare indietro il tempo semplicemente spostando le lancette dell’orologio. Ma il tempo, al di fuori di casa sua, continuava a scorrere come prima.
Buon 2016…
Probabilmente l’anno che verrà non sarà né migliore né peggiore di quello che si chiude. Forse sarà peggiore come scrivono da stamattina quelli che si sforzano di fare gli ironici, i cinici, i sempre critici o gli originali sul Capodanno. A tutti questi però una cosa vorrei dirla: chi siete voi per cercare di toglierci anche la speranza che le cose possano andare meglio ? E allora che le pernacchie vi sommergano e buon 2016 alla faccia vostra…
Che cosa sono le nuvole
In ricordo di Pier Paolo Pasolini
Ho pensato, come tanti, a scrivere qualcosa sui quarant’anni della morte di Pasolini…tutto mi sembrava però poco, riduttivo. Ed allora ecco la scena finale di uno dei suoi film, forse tra i meno noti, “Che cosa sono le nuvole” con un cast straordinario (Totò, Ciccio e Franco, Ninetto Davoli, ecc.) e questo cameo del giovane Modugno che interpreta un operaio della nettezza urbana che raccoglie i resti di due burattini che hanno appena interpretato Otello e Iago e sono stati distrutti dalla furia degli spettatori immedesimatisi nella vicenda della tragedia di Shakespeare. È un film bellissimo che si interroga sulla tradizionale contrapposizione tra realtà e rappresentazione e si chiude con un atto d’amore.
Le parole di Totò-burattino-Iago che, guardando le nuvole vere esclama: “Ah, meravigliosa e straziante bellezza del creato”. Ve lo dedico, amici miei, in ricordo di uno dei più straordinari artisti ed intellettuali del nostro tempo…
Scena finale di: Cosa sono le nuvole
L’ideologia del rancore e dell’invidia sociale
Pubblicato su “Il Garantista” del 26 ottobre 2015
Ma ci siamo chiesti perché, nonostante da più di vent’anni in Italia il discorso pubblico sia “fissato” sulle coordinate della “moralizzazione” ogni giorno le cronache ci consegnano un quadro desolante di corruzione (vera o presunta) e di comportamenti non etici che investono non soltanto i potenti, politici e “colletti bianchi”, ma anche larghe fasce della società, dagli impiegati che imbrogliano con il cartellino ai falsi invalidi che prendono pensioni come ciechi e poi vengono sorpresi a guidare la macchina.
Insomma, nonostante i Travaglio, i Santoro, i talk show, i giornali di successo e le ondate continue di indignazione on line, la corruzione non solo non diminuisce ma addirittura si ha la sensazione che aumenti giorno dopo giorno, con episodi che ne dimostrano praticamente il carattere di massa.
A mio parere non è soltanto un problema di dissociazione tra comportamento pubblico e comportamento privato (la doppia morale gesuitica è sempre stata di casa dalle nostre latitudini) che pure porta gli impiegati arrestati di Sanremo ad esprimere sulle loro bacheche social il massimo della indignazione contro la “casta politica corrotta” e contemporaneamente truffare lo Stato rubando sul tempo e gli straordinari. Continua a leggere
Come affrontare la crudeltà della morte
Pubblicato su “Il Garantista” del 15 ottobre 2015
Un ragazzo di 17 anni della nostra città si è tolto la vita.
Era un ragazzo normale, con il volto fresco dei nostri figli, con gli stessi problemi, gli stessi pregi, gli stessi difetti. A quanto mi dicono andava bene a scuola e tutti gli volevano bene. Questa morte inspiegabile ci colpisce e ci atterra. Come genitori, come educatori. E ci dice come il male di vivere sia il virus più terribile della nostri tempi.
Pensare che dietro ai volti freschi e pieni di vita dei nostri ragazzi possa esserci il desiderio annullante della morte è agghiacciante.
Ci rappresenta il fallimento della stessa possibilità di avere fiducia nel futuro, l’impotenza di fronte alla crudeltà della morte, l’inaccettabilità dell’assenza di una persona cara, che pensavamo dovesse sopravviverci. E ci rammarichiamo di non avere capito, di non avere parlato, di non avere fatto. E non sappiamo che dire e come consolare ciò che non può essere consolato da nessuna parola. Continua a leggere
La lotta ai mascalzoni non possono farla i moralisti
“Ho conosciuto molti mascalzoni che non erano moralisti. Ma non ho mai conosciuto un moralista che non fosse un mascalzone”. Questa frase resa celebre da Indro Montanelli spiega molto del dibattito politico in Italia e in Calabria…la offro agli amici come riflessione. Perché se la lotta contro i mascalzoni la fanno i moralisti c’è da essere molto preoccupati.
C’è chi…
C’è chi si crede un grande stratega ed invece è solo un burattino..
C’è chi dice di non essere servo di nessuno e invece cerca soltanto un nuovo padrone o cerca di tornare con il precedente con lusinghe e minacce…
C’è chi fa il grande oppositore di giorno ed il pigliaordini di notte…
C’è chi, come l’asino famoso, non decidendo se prima mangiare o bere, finisce per morire di fame e di sete… Continua a leggere
Cose buone, cose cattive…
Cose cattive: i morti di speranza nel nostro mare, l’energumeno col pizzo che gli urla andate a casa, i cretini che protestano perché gli italiani perdono i concorsi da direttore di museo senza chiedersi perché capiti che i tedeschi ne capiscano di arte italiana più degli italiani, il solito cervello in affitto che condivide le fregnacce più insulse sul suo profilo…
Cose buone: i nostri marinai che salvano vite nel mare, Enzo Infantino che va a Gaza a distribuire aiuti e medicinali, i giovani volontari che spalano fango a Rossano ferita dal nubifragio, i tanti ragazzi che sorridono nonostante il futuro incerto, che fissano gli occhi nel cielo e si innamorano, la piccola alunna che corre a salutare la maestra sotto l’ombrellone, il vecchio amico con cui chiacchieri dopo tanto tempo…e non chiamatemi buonista…