Cultura

I ciucci non volano…

Asino che vola

Francamente trovo insopportabile l’atteggiamento di alcuni che, pur di contrapporsi a coloro che considerano “nemici”, sono pronti a sostenere le cose più incredibili. State tranquilli che se un “nemico” dovesse correttamente sostenere che i ciucci non possono volare ci sarà sempre qualcuno pronto a giurare che invece volano e proprio ieri gli hanno pure cagato in testa…

Auguri di speranza

Speranza

Pasqua 2017

Pur essendo profondamente laico spero vogliate accettare i miei auguri per Pasqua. Di questa festa ho sempre apprezzato una cosa che per me è di straordinaria importanza. L’idea che qualunque sia l’abisso in cui l’umanità possa precipitare (morte, distruzioni, persecuzioni, sopraffazioni, ecc.) alla fine c’è sempre la speranza e l’opportunità di risorgere. Non è poi forse proprio questa l’essenza stessa del progressismo ? Buona Pasqua a tutti.

I disonesti intellettuali e gli opportunisti italici

L'opportunista e la direzione del vento

Francamente trovo insopportabile l’atteggiamento di tanti “sinistri a nonna” nei confronti del Movimento 5 Stelle rispetto ad un tema tanto cruciale come la democrazia, anche quella interna.
Come si fa a rimanere indifferenti di fronte ad una forza politica che esclude i candidati sulla base dei like che questo mette sui post dei dissidenti ? Come si fa a sbrodolarsi in indignati sproloqui contro la presunta “renzizzazione” del PD e non dire una parola sul reale e concreto stalinismo dei 5 stelle ? Oppure prodigarsi nell’analisi sule responsabilità del PD per la crescita dei 5 stelle nello stesso tempo in cui si bofonchia su possibili alleanze con loro, come se Grillo fosse tanto scemo da prendere i voti e poi farli amministrare a questi che credono di saperla sempre più lunga degli altri ? O forse ci si illude che Beppe Grillo sia un sovrano illuminato a prescindere dalle forche mediatiche che innalza continuamente ? O più semplicemente siamo di fronte al vecchio opportunismo italico condito da copiose dosi di disonestà intellettuale ?

Cosa significa “primato della politica”.

Antonio Gramsci

“L’elemento popolare “sente”, ma non sempre comprende o sa; l’elemento intellettuale “sa”, ma non sempre comprende e specialmente “sente”. È dunque necessario evitare due estremi: “la pedanteria e il filisteismo da una parte e la passione cieca e il settarismo dall’altra”. Pertanto “l’errore dell’intellettuale consiste nel credere che si possa sapere senza comprendere e specialmente senza sentire ed esser appassionato”.

Come se “l’intellettuale possa essere tale (e non un puro pedante) se distinto e staccato dal popolo-nazione, cioè senza sentire le passioni elementari del popolo”.
(Antonio Gramsci, “Quaderni del carcere”).

Questa citazione si trova nelle tesi che sostengono la mozione Renzi-Martina al congresso del PD.
Qui sta il senso stesso della affermazione “primato della politica” per un partito riformista che vuole affrontare i problemi del tempo presente.

Non è affatto facile, ma dobbiamo riuscirci.

Sapere la destinazione non è sufficiente per arrivarci

Lincoln

“Una bussola ti indica il nord dal punto in cui ti trovi, ma non puo’ avvertirti delle paludi, dei deserti e degli abissi che incontrerai lungo il cammino. Se nel perseguire la tua destinazione ti spingi oltre non curante degli ostacoli e affondi in una palude, a che serve sapere il nord…”

 

Abraham Lincoln

Don Saverio Spadafora, il prete…

Don Saverio Spadafora

Per molti di noi, cresciuti nel quartiere grande di Santa Teresa a Cosenza, Don Saverio non è stato solo un prete, ma il prete.

Burbero e affettuoso insieme, parroco e insegnante di religione, lo ricordo con la veste, quella abbottonata fino ai piedi e il suo sorriso unito ad un vocione profondo e severo.
Sì perché don Saverio era un prete vero, di quelli alla Don Camillo, pastore di anime e guida di giovani.
Chi si rapportava con lui aveva sempre e comunque la certezza di trovarsi di fronte ad una persona autentica.
È stato il prete del mio catechismo e della mia prima comunione e poi del battesimo, della comunione e della cresima dei miei figli.

Lo avevo ritrovato proprio quando ero tornato nel quartiere dopo sposato. Sapeva che ero diventato comunista seguendo poi tutta la trafila dei vari partiti di sinistra e mi fece tante garbate e affettuose domande.
Sapevo che non l’aveva mai pensata come me ma mi rispettava come aveva rispettato mille altri prima di me.

Tutti, comunque, siamo passati dalla sua chiesa, dal suo oratorio, dal suo campetto di calcio.
Non riesco a non pensare a lui quando rifletto sulla funzione sociale della Chiesa e sul grande ruolo che ha sempre svolto in Italia.

Per questo mancherai a tutti, caro Don Saverio.

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